lunedì, 28 gennaio 2008

Mi sono accorta che è davvero passato tanto tempo dall'ultima "Veronica"..Mi piace usare questo termine come se fosse sempre stato nel mio vocabolario: Veronica=incontro diciamo"artistico-culturale"tra amici..A casa di Alice!!:p Quindi sotto con le proposte e vediamo di organizzare al più presto!

L'ultimo incontro che abbiamo fatto risale a poco prima di Natale dove, complici degli strani semi da tè che avevo recentemente comprato, avevo deciso di fare una serata cinese degustando alcuni piatti tipici,sorseggiando il tè, appunto, il tutto contornato dalla visione del film "La città proibita";beh diciamo che ,invece, si è trasformata nella serata quasi-cinese, nel senso..Allora ovviamente il seme c'era(avete presente quei semi che mettete nell'acqua calda e diventano fiori da cui poi ci si fa il tè?Mi ero lasciata ammaliare come un idiota..però sono carini!!), i piatti tipici..Beh,c'erano gli spaghetti,che sono tipici cinesi,anche se dubito che anche il sugo alla carbonara sia di origine cinese e poi il film,"L'ultimo imperatore", che è cinese ma non lo stesso film cinese che volevo vedere io che per motivi tecnici non si poteva vedere.

Scherzi a parte sono molto contenta di aver visto quel film che consiglio caldamente a tutti;è un po' lunghino ma non tradisce la sua gloria,ha vinto,infatti, 9 Oscar nel 1988 come miglior film,miglior regia, miglior sceneggiatura non originale,miglior scenografia, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior musica, miglior costumista, e miglior sonoro. Il film è una collaborazione tra Cina, Gran Bretagna, Francia e Italia, il regista è Bertolucci che pare decise di arruolare una cosa come 19000 comparse e 300 tecniciper la realizzazione del film!

Il film trae spunto dal libro "Autobiografia da Imperatore a  cittadino" firmata direttamente da Pu Yi,ultimo imperatore della Cina che,a soli tre anni, viene incoronato Imperatore della Cina nel 1909. Vive isolato nella mitica Città proibita, è il primo film occidentale cui è stato permesso filmare all'interno di questa, dalla quale gli è impedito uscire, ed esercita un potere assoluto per conto dei ministri e degli eunuchi di corte. L'unica persona che lo ama veramente è Ar Mo, la sua splendida balia. Nel 1911, la Cina viene sconvolta dalla guerra civile. Pu Yi viene lasciato regnare solamente sulla sua corte, Imperatore solo per burla, circondato solo da servitori adulatori e ipocriti. Educato dal precettore scozzese Reginald Fleming Johnston, persona estremamente colta, raffinata e distinta che lo affaccia con benevolenza alla realtà e alla modernità, Pu Yi prende due mogli, e, primo sovrano della Cina, indossa gli occhiali e impara ad andare in bicicletta. Quando uno dei signori della guerra prende il potere in una Cina ormai frammentata e corrotta, l'Imperatore trova rifugio all'ambasciata giapponese, dove gli viene promesso il regno sulla Manciuria, terra di origine della sua dinastia. Nel 1934, Pu Yi,semplice burattino dei giapponesi, viene messo a capo di uno stato fantoccio, il Manchukuo, dove i nipponici sperimentano armi chimiche e batteriologiche, droghe (oppio in prevalenza).Nel 1945, al termine della guerra, i giapponesi abbandonano Pu Yi al suo destino. L'imperatore viene catturato dai sovietici, e trascorre cinque anni di detenzione prima in Russia, e altri dieci in Cina, durante i quali viene rieducato secondo i principi della nuova società comunista cinese. Rilasciato nel 1959, in piena epoca di Mao Zedong, l'ex imperatore della Cina finisce i suoi giorni come giardiniere nella sua ex reggia, ora semplice attrazione per i turisti. Muore come un anonimo sconosciuto nel 1967.

postato da: VeronicaFranco alle ore 10:07 | Permalink | commenti
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giovedì, 18 ottobre 2007
La scorsa settimana "Veronica" si è lanciata nel mondo del fantasy; il sabato maratona del Signore degli anelli con tanto di versioni estese e banchetto dirttamente preso dalla cucina degli hobbit; dubito che qualcuno non sappia che cosa sia il Signore degli anelli, ma se per caso fosse così ecco che cosa ne dice Wikipedia:

Il Signore degli Anelli ( titolo originale in inglese: The Lord of the Rings) è un romanzo epico fantasy scritto da John Ronald Reuel Tolkien e ambientato alla fine della Terza Era, nell'immaginaria Terra di Mezzo.

Scritto a più riprese tra il 1937 e il 1949, fu pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955. Tradotto in almeno 38 lingue[2], con decine di riedizioni ciascuna, resta una delle più popolari opere letterarie del XX secolo.

La narrazione riprende dove si era interrotto un precedente romanzo dello scrittore inglese, Lo Hobbit, ma la storia di «Frodo dalle nove dita e l'Anello del Fato»[3] narrata nel cosiddetto Libro Rosso dei Confini Occidentali[4] si inserisce ora in un'ambientazione di più ampio respiro, attingendo pienamente al vasto corpus storico, mitologico, linguistico creato ed elaborato dall'autore nel corso di tutta la sua vita. Essa narra della missione di nove Compagni, la Compagnia dell'Anello, la quale rappresenta tutte le genti dei Popoli Liberi della Terra di Mezzo, partiti per distruggere il più potente Anello del Potere, che renderebbe invincibile il suo padrone Sauron se solo ritornasse nelle sue mani. La speranza è riposta nell'hobbit Frodo Baggins, il quale dopo un lungo viaggio riuscirà a distruggere l'Anello e a riportare la pace nella Terra di Mezzo.

L'intera saga ha esercitato nel tempo un influsso culturale e mediatico a diversi livelli, ottenendo attenzione sia da parte di critici, autori e studiosi (sono stati prodotti molti saggi e ricerche, anche a livello accademico, sui testi tolkeniani) che da parte di semplici appassionati che hanno dato vita a gruppi e associazioni culturali, come le varie società tolkieniane, sparse in tutto il mondo.

Il romanzo ha ispirato, e continua ad ispirare, libri, videogiochi, illustrazioni, composizioni musicali, ed è stato adattato per la radio, il teatro ed il cinema, come nel caso della recente trilogia diretta da Peter Jackson.

Non contenti il mercoledì succesivo ci siamo ricimentati nell'epopea fantasy attraverso la visione di The dark Crystal, film fantstico del 1984..Ora, non per offendere gli appassionati di questo genere, ma devo confessare che non mi è piaciuto per niente, lo trivavo infantile e anche un po' demenziale..Devo ammettere però che, forse, il fatto che fosse un film del 1984 non ha giocato a suo favore per quanto riguarda gli effetti speciali, probabilmente fosse stato più recente avrei maggiormente apprezzato la storia che, in fondo, non era poi così male; ecco comunque la trama del film:

La vicenda è interpretata da pupazzi animali: vi si parla di due gruppi etnici, gli Skeksis ed i Mistici. Da una parte è tutto il male, dall'altra tutto il bene. Così impostata, la storia sarà suscettibile di facili drammatizzazioni. L'ultimo innocente superstite d'una razza annientata dai cattivi è incaricato dai suoi educatori, i Mistici, di partire alla ricerca del frammento d'un mirabile Cristallo Nero dal quale dipende la vita. Si sviluppa così il tema del viaggio (durante il quale il piccolo elfo farà amicizia con una bionda ragazza che gli sarà di grande aiuto), fra avventure d'ogni genere, ivi compresi i pericoli corsi per le insidie tramate dagli inviati da parte degli invidiosi cattivi, che temono per la loro sorte, data l'esistenza d'un'antica profezia minacciante la loro sopravvivenza a causa dell'opera di quell'ultimo rampollo d'una razza estinta. I due giovani incontreranno, tra gli altri, in un paese lontano lontano una allegra tribù di nanetti, che vivono felici e spensierati tra canti e balli: essi verranno inutilmente assaliti dall'esercito dei cattivi. La buona sorte, l'aiuto d'una potentissima orchessa astrologa e soprattutto la forza della profezia li faranno trionfare su ogni pericolo. Unica vittima innocente è la bionda compagna di viaggio del giovane viaggiatore: ma anch'essa rivivrà grazie alle virtù traumaturgiche del Cristallo Nero, illuminato dai tre soli che dopo mille anni dalla precedente congiunzione, invieranno simultaneamente i loro raggi di vita nel castello incantato dove si ritrovano alla fine tutti i personaggi. I buoni ed i cattivi, in numero uguale, si fonderanno in personaggi dall'unica vita effimera prima di svanire nel nulla, mentre ai due giovani una voce arcana ordina solenne: "Create il vostro mondo alla luce della verità" (del Cristallo Nero).

Devo ammettere che, personalmente, non abbastanza soddisfatta della settimana fantasy ieri sera sono andata al cinema a vedere Stardust; l'ho trovato carino, meno nella prima parte e più nella seconda, strano perchè solitamente nei film di avventura accade esattamente il contrario, comunque vi consiglio di andare a vederlo!

Stardust è un film fantasy diretto da Matthew Vaughn, trasposizione cinematografica del romanzo Stardust di Neil Gaiman.

Il racconto delle gesta di Tristan che si avventura attraverso il regno di Faerie, popolato di gnomi, unicorni, streghe e pirati, alla ricerca di una stella cadente da donare all'amata Victoria

Alice.

postato da: VeronicaFranco alle ore 09:41 | Permalink | commenti
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venerdì, 24 agosto 2007

Ieri sera il nostro gruppetto si è riunito per la quinta volta; in programma c'era la visione del film "La rosa bianca" con annesso banchetto frugale un po' improvvissato:pasta e fagioli e una sorta di stufato con patate..Poteva andare peggio:P!!

La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Die Weiße Rose) è il nome assunto da gruppo di studenti cristiani che cercarono di opporsi in modo nonviolento al regime della Germania nazista. La Rosa Bianca fu attiva dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.

Monumento all'Università di Monaco dedicato al gruppo della Rosa Bianca
Monumento all'Università di Monaco dedicato al gruppo della Rosa Bianca

Basato a Monaco, il gruppo rilasció sei opuscoli, che chiamavano i tedeschi a ingaggiare la resistenza passiva contro il regime. Un settimo opuscolo, che potrebbe essere stato preparato, non venne mai distribuito perché il gruppo cadde nelle mani della Gestapo.Il gruppo era composto da cinque studenti: Hans Scholl, sua sorella Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf, tutti poco più che ventenni. Ad essi si unì un professore, Kurt Huber, che stese gli ultimi due opuscoli. Anche se i membri della Rosa Bianca erano tutti studenti all'Università di Monaco di Baviera, gli uomini avevano anche partecipato alla guerra sul fronte francese e su quello russo, dove furono testimoni delle atrocità commesse contro gli ebrei e sentirono che il rovesciamento delle sorti che la Wehrmacht soffrì a Stalingrado avrebbe alla fine portato alla sconfitta della Germania.Essi rigettavano il militarismo prussiano della Germania di Adolf Hitler e credevano in un'Europa federale che aderisse ai principi cristiani di tolleranza e giustizia. Citando estensivamente la Bibbia, Lao Tzu, Aristotele e Novalis, così come Goethe e Schiller, si appellarono a quella che consideravano l'intellighenzia tedesca, credendo che si sarebbe intrinsecamente opposta al Nazismo.In un primo momento, gli opuscoli vennero spediti in massa verso differenti città della Baviera e dell'Austria poiché i membri ritenevano che la Germania meridionale fosse più ricettiva nei confronti del loro messaggio antimilitarista.A seguito di un lungo periodo di inattività, dopo il luglio 1942, la Rosa Bianca prese una posizione più vigorosa contro Hitler nel febbraio 1943, distribuendo gli ultimi due opuscoli e dipingendo slogan anti-Hitleriani sui muri di Monaco, e addirittura sui cancelli dell'università. Lo spostamento delle loro posizioni risulta ovvio dalla lettura dell'intestazione dei loro nuovi opuscoli, sui quali si leggeva, "Il movimento di resistenza in Germania".Il sesto opuscolo venne distribuito nell'università, il 18 febbraio 1943 in coincidenza con la fine delle lezioni. Quasi tutti i volantini vennero distribuiti in luoghi frequentati, Sophie Scholl prese la coraggiosa decisione di salire in cima alle scale dell'atrio e lanciare da lì gli ultimi volantini sugli studenti sottostanti. Venne individuata da un inserviente che era anche membro del partito nazista, ed arrestata assieme al fratello. Gli altri membri attivi vennero subito fermati e il gruppo assieme a tutti quelli a loro associati, vennero sottoposti a interrogatorio.I fratelli Scholl e Probst furono i primi ad affrontare il processo, il 22 febbraio 1943. Vennero reputati colpevoli di tradimento e giustiziati con la ghigliottina il giorno stesso. Gli altri membri chiave del gruppo furono anch'essi decapitati nel corso dell'estate. Amici e colleghi della Rosa Bianca, che aiutarono nella preparazione e distribuzione degli opuscoli, e raccolsero fondi per la vedova e il giovane figlio di Probst, vennero condannati al carcere con una pena oscillante tra i sei mesi e i dieci anni.Con la caduta del regime nazista, la Rosa Bianca divenne una rappresentazione della forma più pura di opposizione alla tirannia, senza interesse per il potere personale o l'auto-celebrazione. La loro vicenda divenne così popolare che il compositore Carl Orff, tentando di giustificare il suo essere rimasto in Germania durante la guerra sostenne, di fronte agli alleati che lo interrogavano, di essere stato uno dei fondatori della Rosa Bianca e venne rilasciato.Benché fosse personalmente in contatto con Huber, non ci sono prove che Orff fosse stato in alcun modo coinvolto nel movimento e probabilmente fece quella dichiarazione per sfuggire all'imprigionamento.La piazza dove è ubicato l'atrio principale dell'Università Ludwig-Maximilian di Monaco è stata battezzata "Geschwister-Scholl-Platz" (piazza fratelli Scholl) in onore di Hans e Sophie Scholl.

Il film ha vinto l’orso d’argento al Festival di Berlino, è arrivato nelle nostre sale e narra gli ultimi sei giorni di Sophie Scholl prima della decapitazione ad opera dei nazisti.

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lunedì, 06 agosto 2007

Giovedì ore 19.00 si terrà il prossimo incontro Il ritrovo è n riva al mare, subito dopo l’accademia. Il programma consiste in un aperitivo accompagnato dalle poesie che ognuno desidererà portare e leggere agli altri.

 

Sono ben accolte sia poesie note o di autori affermati, sia perle rare trovate scovando un po’ ovunque che produzioni proprie.

Siamo ansiose di incontrarvi…

postato da: VeronicaFranco alle ore 20:59 | Permalink | commenti
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venerdì, 27 luglio 2007

Nell’ultimo incontro fatto abbiamo goduto della visione di “Padrona del suo Destino”.

Il film ha dato spunto per un dibattito sull’utilzzo dl sesso come strumento per sopravvive e/o per fare carriera.


Se sull’utilizzo della vendita del proprio corpo per sopravvivere l’idea, comune, si è orientata su un consenso e un rispetto per una decisione tanto dura in caso di sì forte necessità, le opinioni sono state molto più discordanti del secondo caso. Per alcuni fruttare la sensualità può essere un arma in più da utilizzare (in determinate condizioni) per arrivare a realizzarsi da un punto di vista lavorativo nella vita, altri hanno sostenuto che è un cadere in gioco del sistema ben poco meritocratico e di stampo maschilista che ci circonda, non facendo altro che aumentare il circolo vizioso.

 

Grazie per lo scambio di idee!

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sabato, 14 luglio 2007

"Il concetto di indipendenza è innanzitutto strettamente legato al diritto di autodeterminazione dei popoli.

Questo, nel suo aspetto "esterno", riguarda il diritto di un popolo di scegliere lo status politico che autonomamente intende adottare, ossia il diritto all'indipendenza politica.

L'aspetto "interno" concerne invece il diritto di ogni popolo di scegliere liberamente la forma di governo sotto la quale desidera vivere e il diritto di questo stesso popolo di perseguire il proprio sviluppo economico, sociale e culturale..."

Come mai per un popolo e per il singolo individuo l'indipendenza gioca un ruolo così importante? E forse per lo sfrenato bisogno che abbiamo di dimostrare che siamo qualcuno, che valiamo qualcosa... ricerchiamo così prepotentemente l'indipendenza solo per poter affermare con certezza di non mischiarchi nella massa, perchè in tanti nessuno conta davvero?

E problematica forse ancora più importante:
Chi non riesce a raggiungere l'indipendenza lo si deve considerare fallimentare?

postato da: VeronicaFranco alle ore 20:51 | Permalink | commenti
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lunedì, 09 luglio 2007

Lisa, Alice, Dimitri,Annalisa..I quattro intrepidi si lanciano nella visione di un'opera in televisione..è andata bene!! L'opera era carina e divertente, gli attori favolosi, il cibo ottimo(cucinato da me e Lisa:P) e in più, finalmente, un'opera in cui il protagonista non è un tenore ma un bel baritono con una bella voce profonda, chiara, che permetteva di capire ogni parola nonostamte fosse cantata, ne consiglio sinceramente la visione a tutti, meglio a teatro, ovviamente, ma essendo divertente e  molto recitata si presta bene anche ad una visione più casalinga ; in più la discussone interessante susseguita poco dopo mi ha permesso di conoscere qualche cosa in più che non sapevo sul suo autore, il signor Puccini..Vero Lisa?:P

Alice.

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sabato, 07 luglio 2007

Che significato date a questa poesia? Cosa sta dicendo l'autore? Cosa voleva comuicare?

ABBIAMO PERSO ANCHE QUESTO CREPUSCOLO

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

(P.Neruda)

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martedì, 03 luglio 2007

Il prossimo incontro, che si terrà in data ancora da destinarsi, avrà come “attrazione” la visione di Gianni Schicchi: un'opera in un atto di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano basato su un episodio del Canto XXX dell'Inferno di Dante. Fa parte del Trittico. La prima assoluta ha avuto luogo il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York.

Essendo ambientata a Firenze il menù della serata sarà a base di piatti tipicamente toscani.

La Trama

Gianni Schicchi (baritono), famoso in tutta Firenze per il suo spirito acuto e perspicace, viene chiamato in fretta dai parenti di Buoso Donati, un ricco mercante appena spirato, perché escogiti un mezzo ingegnoso per salvarli da un'incresciosa situazione: il loro congiunto ha infatti lasciato in eredità i pro­pri beni al vicino convento di frati, senza disporre nulla in favore dei suoi parenti.

E Schicchi predispone il piano, che poi si tramuterà in beffa: dato che nessuno è ancora a conoscenza della dipartita, ordina che il cadavere di Buoso venga trasportato nella stanza attigua in modo da potersi lui stesso infilare sotto le coltri, e dal letto del defunto, contraffacendone la voce, dettare al notaio le ultime volontà.

Così infatti avviene, non senza che Schicchi abbia preventivamente assicurato i parenti circa l'intenzione di rispettare i desideri di ciascuno, tenendo comunque a ricordare il rigore della legge, che condanna all'esilio e al taglio della mano non solo chi si sostituisce ad altri in testamenti e lasciti, ma anche i suoi complici.

Schicchi quindi declina dinanzi al notaio le ultime volontà, ma quando dichiara di lasciare a Schicchi, ovvero a sé stesso, le cose più preziose, fra cui l'ambita casa di Firenze, i parenti esplodono in urla furibonde, scagliandosi poi contro di lui, che caccia tutti dalla casa, divenuta ora di sua esclusiva proprietà.

Fuori, sul balcone, Lauretta (soprano), figlia di Schicchi, e Rinuccio (tenore), il giovane nipote di Buoso Donati, da tempo innamorati, si abbracciano teneramente. Schicchi, contemplando la loro felicità, sorride compiaciuto della propria astuzia.

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sabato, 30 giugno 2007

Avete notato come alcune sensazioni fissate nel tempo dalla penna dei poeti siano ancora oggi forti e visibili e non abbiano perso nulla della loro attualità.

Ritenete sia dovuto al fatto che le emozioni umane rimangono uguali nei secoli? O solo alcune emozioni hanno questa capacità?

L’amore, il dolore, la felicità… forse solo le caratteristiche che provocano le emozioni posso variare in maniera più significativa nel tempo… almeno alcune.

Infinito  di Leopardi

«Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare»

Pianto antico di Giosuè Carducci

L'albero a cui tendevi
      la pargoletta mano,
      il verde melograno
      da' bei vermigli fior,

5    nel muto orto solingo
      rinverdì tutto or ora,
      e giugno lo ristora
      di luce e di calor.

      Tu fior de la mia pianta
10  percossa e inaridita,
      tu de l'inutil vita
      estremo unico fior,

      sei ne la terra fredda,
      sei ne la terra negra
15  né il sol più ti rallegra
      né ti risveglia amor.

 

Catullo – "Carme LXXXV (Odi et amo)"

Odio e amo. Perché io lo faccia, forse ti chiedi.
Non so, ma sento che accade, e mi tortura.

postato da: VeronicaFranco alle ore 12:25 | Permalink | commenti
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